



LEGALITÀ, ANTIMAFIA SOCIALE, RAPPORTO TRA GENERAZIONI è il tema di cui si è dibattuto ieri sera sul palco Centrale di Cgil Incontri. Relatori: Giuseppe Lumia - Senatore, componente Commissione Parlamentare Antimafia , Carla Cantone - Segretario Generale SPI Nazionale , Saverio Piccione - Segretario Generale SPI Sicilia , Giovanni Burgarella - ex Segretario FILLEA Trapani , Alfio Savini - Segretario Generale SPI Toscana .
Momenti di emozione vera, specie quando hanno preso la parola Lumia, in prima linea quale componente della Commissione Parlamentare Antimafia e soprattutto ha colpito moltissimo il pubblico la testimonianza di Giovanni Burgarella, il quale nel 2000 in qualità di segretario della FILLEA/CGIL di Trapani formulò pubblicamente i nomi dei mafiosi che avevano dichiarato la guerra alla legalità in quella città siciliana. Persone poi condannate dalla Magistratura. «Quella scelta mi cambiò la vita, ma la parola era l’unica arma di cui disponevo per combattere i soprusi di quella gente» - ha detto raccogliendo gli applausi. Burgarella, nei giorni successivi alla testimonianza ebbe l’auto incendiata e l’uccisione del cane del cugino, la cui carcassa fu lasciata sulla sua porta di casa. Minacce continue di vario tipo, che lo raggiungevano anche nella sua attività sindacale, fecero scattare un piano di protezione e gli costarono l’abbandono per un certo periodo di tempo della sua città e l’allontanamento dalla famiglia. «Ho paura – detto Giovanni con le lacrime agli occhi – ma non mi pento di ciò che ho fatto a favore della mia città e dei trapanesi per bene. Quando rientrando a casa vedo gli ulivi mi pare che su ognuno di essi ci sia un cecchino pronto a farmi fuori». Nonostante tutto Burgarella ha anche minimizzato e cercato di allentare la tensione raccontando un episodio capitagli nel corso della sua permanenza in «esilio» a Roma. «Ero alloggiato in un alberghetto ed una sera sentivo dei colpi fortissimi alla porta. Ero terrorizzato, pensavo mi fossero venuti a prendere… . Solo dopo aver dato l’allarme si è scoperto che in realtà si trattava di un ubriaco che aveva sbagliato camera e tentava di aprire la mia a calci». Importanti ed accorate le conclusioni di Carla Cantone – che ha spiegato come dalla difesa della legalità passi anche la difesa della Costituzione e di tutte le prerogative democratiche, come la contrattazione sindacale sancita dal consenso dei lavoratori, oggi sostenuta dalla sola Cgil, con le altre sigle che firmano accordi senza consultare la base. Cantone ha poi annunciato che la Cgil il prossimo 14 luglio lancerà su scala nazionale il Manifesto per la Legalità, un’iniziativa che vedrà impegnato il sindacato in modo massiccio e capillare.