



Marco Travaglio arriva con la folla già accomodata in ogni angolo possibile di visuale e quindi “assaggia” la popolarità raggiunta. Alla Rocca, specie negli appuntamenti importanti ci si arriva a piedi e con il bus navetta e dopo aver preso delle ore di permesso dal lavoro. Il lieve ritardo è dovuto alle Ferrovie, dato che il giornalista si muove rigorosamente in treno in lungo ed in largo per la Penisola. E ’ diventato ufficialmente il recordman di Cgil Incontri, visto che con quella di quest’anno – rivela Sergio Frosini – che introduce la serata – è la decina apparizione consecutiva. Informazione e politica sono i piatti forti di Travaglio che spiega le cose con precisione assoluta, ma arricchendo ogni sua rivelazione con degli esempi che invitano all’unisono alla riflessione ed al sorriso. Parla un’ora Travaglio, ma pare un minuto, tanto avvincente è il suo racconto. Talvolta pare inverosimile scoprire vicende, come quella che Bisignani, fino ad ieri un perfetto sconosciuto per l’opinione pubblica (di lui si parlò tanti anni fa nel processo Enimont con Di Pietro in veste di Magistrato, una vicenda dimenticata da molti), fosse una persona qualsiasi senza cariche ed incarichi ma molto potente e con ufficio a Palazzo Chigi accanto a quello del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, nonché braccio destro di Berlusconi, Gianni Letta. «Capisco le priorità e gli interessi delle lobby - attacca il giornalista del “Fatto Quotidiano” - ma nella vicenda della P4 c’è qualcosa di strano: non si capisce dove sta la lobby stessa, visto che Luigi Bisignani non rappresenta nessuno ma soltanto se stesso. E’ un uomo oscuro ed il fatto che di lui nessun giornale o televisione abbia immagini recenti la dice tutta su quanto fosse la sua importanza nell’ombra: ministri che si rivolgevano a lui per l’approvazione di leggi, paradossale che Masi, ex direttore della Rai, dopo essere intervenuto in diretta ad “Annozero” lo chiami per sapere se avesse fatto una bella figura (sentendosi rispondere - «hai fatto una figura di m.». Ovviamente, sul palco di Cgil Incontri si è parlato anche di politica e di quello che può essere cambiato dopo gli ultimi risultati di amministrative e referendum e Travaglio dà una visione tutta sua di ciò che potrà essere nel giro di qualche mese. «Le ultime elezioni - aggiunge Marco Travaglio - sono state un segnale a Berlusconi: levati di mezzo. Infatti si sta vivendo il clima della grande fuga con il malloppo, come quei rapinatori che sentendosi braccati lasciano tracce dappertutto…». Per spiegare la fine del centro-destra Travaglio cita Napoli e Milano, dove hanno vinto un magistrato ed un comunista, cioè le “categorie” più odiate da Berlusconi. E il premier ha resuscito anche i referendum, morti dal 1995. Sono rinati anche quelli, tutti a votare, quorum raggiunto e acqua pubblica. Questo però non vuol dire che il centro-sinistra sia in rimonta, anzi. «Dalla parte del Pd – secondo Travaglio - non c’è assolutamente niente e regna soltanto una allegra spensieratezza senza capire la gravità della situazione italiana».